il cuoco

Ieri vado a cena con mio marito in una ristorantino nuovo, appena aperto.  Avevo prenotato la domenica precedente per oggi in modo tale da non avere ressa e godere del posto. Ordiniamo tutto a base di pesce, frittura buonissima, primo fantastico e ci complimentiamo per l’ottima cucina. Il cameriere fa che il cuoco verrà di persona a prendersi i complimenti. Io e mio marito ci guardiamo meravigliati: quanto ego questo cuoco!

Dalla cucina una sagoma alta e ho l’impressione di conoscerlo. Mi sorride e chiede se mi ricordo di lui: allora aveva 11 anni ed era il 2001. Nel 2001 s’iniziava a parlare di dislessia, lui era un ragazzino sveglio ma uno dei primi dislessici arrivati in cura, non c’erano linee guida precise, tutto era nebuloso tranne il protocollo, quello sì che lo avevo.  Lavoravo da appena tre anni, poca esperienza ma sempre lo stesso pallino per cui tutti hanno diritto ad una vita quanto più normle e felice possibile.

Avevo letto il nome sulla prenotazione, fa lui. Poi ti ho visto. Hai mangiato bene, domanda. Ci complimentiamo. Si volta verso mio marito e gli dice che abbiamo lavorato insieme per tre anni e mentre tutti pensavano a lui come un ragazzo che non avrebbe combinato niente nella vita, mi battevo per dargli una possibilità. Ho fatto come mi consigliavi tu, continua: alberghiero e cucina, ho lavorato anche sulle navi da crociera. Gli fanno cenno: deve ritornare in cucina.Ci abbracciamo e lui va via. Torna a trovarci, dice.

Sono emozionata e contenta: da quando era stato dimesso non l’avevo visto più, completamente perse le tracce. Era tutto buonissimo. La buona logopedia salva i bambini e dà una possibilità di vita migliore, diversa, quanto più normale e felice possibile.

la ricetta per parlare bene.

Bimbetto quasi treenne che spiccica mezza parola. Madre preoccupatissima. Li osservo. Il piccolo è una sorta di parlatore non verbale: comunica con una mimica da paura. Cerco di stimolarlo al linguaggio e lui sbotta in una serie di paroline piccole, in embrione. Ecco, mi dice la mamma, quando parla non si capisce niente e quando non parla si capisce tutto. E poi non mi sta mai a sentire, invece vedo che a lei la sta a sentire. I referti dei vari specialisti mi parlano di normalità, niente di patologico. Perchè è venuta da me, chiedo. I dottori dicono che è tutto normale, fa lei agitata, ma io mi sento impotente. Dottoressa mi aiuti, magari mi dà una ricetta per farlo parlare come si deve.