una lettera minatoria

Mamma in pena per la sua bimba ottenne. Le gentili maestre, che non abbiamo avuto l’onore di conoscere, le hanno scritto una lettera, che vado tra poco a raccontare, e la signora è corsa ai ripari. La sua bimba è in seconda elementare e fino a dicembre era tutto ok: nessuna lamentela, nessuna segnalazione.

Fine primo quadrimestre, la signora si vede recapitare a casa, per mano della bimba, una letterina dove ci sono scritte una serie di amenità e cito quelle che ci hanno fatto rizzare i capelli. Secondo loro, la bimba non ha logica, non capisce le consegne, non impara le filastrocche e le poesie, non vede il quadretto, non interagisce in modo consono con la classe in assenza di problemi di comportamento. Era una lettera molto articolata e io e la collega ci siamo chieste se esiste ancora quel che viene chiamata "didattica" nella scuola italiana.

La lettera ha creato una madre a spalle chine che ci ha chiesto flebile:

E’ colpa mia se mia figlia è così?

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8 risposte a “una lettera minatoria

  1. A dire la verità a me non sembra una cosa da drizzare i capelli, mi sembra solo che maestre abbiano assolto al loro dovere di informare i genitori di alcune cose importanti riguardo la figlia. Il fatto di averle scritte e non comunicate in un colloquio sinceramente non lo capisco, forse per prassi si fa così. Davvero, ma perchè ce l’hai tanto su con le gentili maestre? E’ probabile che ci abbiano provato in tutti i modi fino al primo quadrimestre, e poi stiano chiedendo dei supporti di sostegno. E forse per chiedere il sostegno ci vuole la lettera.

  2. ciao Xelma, ok, forse a volte calco un pò la mano sul fatto delle “gentili maestre” ma ci sono modi e modi di comunicare. Anche la lettera, insomma, va bene comunicare il disagio ma la lista di quel che non sa fare mi sembra assurda. Se la lista l’avessi ricevuta tu, come mamma, come ti saresti sentita? bene?
    Sono d’accordo che è importante comunicare ma sono cose che già in prima elementare si notano. Insomma, perchè ci mettono tanto a comunicarle? Avete fatto pedagogia, conoscete le tappe della crescita, perchè questi saperi non si usano?

  3. Eh lo so che per la mamma non deve essere facille. Io sono mamma, ma sono anche insegnante (alle superiori) e mi trovo purtroppo mio malgrado ad affrontare spesso il triste compito di comunicare alle mamme i demeriti del figlio. Leggo nei loro occhi una rassegnazione enorme, loro mi dicono che lo sanno che il figlio è così, e cosa possono fare? Chiaramente spesso si tratta di ragazzi svogliati e maleducati, io metto tutta la mia diplomazia e la mia delicatezza per dire le cose, ma i concetti (pesanti!) restano. Ci troviamo spesso anche a consigliare il sostegno a genitori che non ne vogliono sapere assolutamente, e dire certe cose non è facile, perchè alcuni genitori non vogliono ammettere i problemi dei figli.
    Voglio dire, e scusa lo sproloquio, che spesso noto un tuo disappunto verso le maestre, quando invece dovrebbe esserci un clima collaborativo. E se tu fossi al loro posto forse, e dico forse, avresti fatto come loro. Le maestre, come noi prof disciplinari, non ne seguiamo uno solo, o due o tre, ma trenta alla volta, per cui è logico aspettarsi un certo comportamento. Anzi, è già tanto quello che fanno (che facciamo).

  4. Ti rigrazio di avermi fatto notare questo particolare. In realtà, con le insegnanti cerco di avere un buon rapporto e dò loro materiali e consigli per seguire meglio il bambino. Mi rendo conto che le classi sono numerose e il lavoro diventa complesso ma, talvolta, dover far fronte allo stato emotivo- che ne consegue- mi rallenta tutto il percorso riabilitativo: devo farlo uscire prima dall’empasse “sono un fallimento” e poi ricominciare.

  5. certo che lavorare in un asilo nido! complimenti, davvero e ci credo che modo bisogna averne tanto. da che mesi li prendete? fino ai tre anni?
    scusa ma sono curiosa: nella mia precendente realtà isolana i nido sono le case delle nonne e a roma non ho avuto ancora modo di conescerne l’iter. grazie, roberta

  6. I il piu’ piccolo che ho avuto aveva 4 mesi ma solitamente arrivano a otto nove mesi…fino ai 3 anni teoricamente ma visto che cominciano la scuola dell’infanzia a due anni e mezzo ormai ….difficilmente a settembre ne arrivano che abbiano di piu’ di due anni a meno che nn abbiano fatto il percoso dei tre anni e nn facciano i tre anni troppo tardi per la scuola dell’infanzia.
    E’ un bel lavoro,bisogna farlo con tanta passione e crederci come per il tuo… 😉

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