Negative

Il novenne di fronte a me comprende le negative ma di scriverle manco l’ombra. Stiamo facendo un pò di pratica con le immagini: io gli mostro la figura e lui mi costruisce la frase negativa. A ogni frase lui sbuffa. Suvvia, faccio all’ennesimo sbuffo, nella vita ci sono tante cose che non si fanno. Hai usato il non, è una negativa, fa lui. Esatto, dico, la negativa è importante anche nello scrivere. Ma a cosa serve, domanda. E’ una forma verbale, servirà a qualcosa, rispondo. Questo "non" mi confonde, fa lui. E’ meglio come faccio io e scrivo quello che voglio.

Il resto deve per forza interessarmi?  

la fidanzata è come una scarpa

Incontro un conoscente che mi mette al corrente, senza che io lo chieda, che una nostra comune conoscenza, un omino trentaseienne, si è innamorato di una ventenne e stenta a dichiararsi. La cosa me ne può fregare di meno ma, spinta dal suo entusiasmo, gli chiedo il motivo per cui non si dichiara. Lui mi ricorda che l’omino è timido, riservato, ma lei è quella giusta. Faccio un viso interessato e lui continua.

E’ la scarpa giusta per il suo piede.

i maschi non piangono!

Mio cugino piangeva mentre tornava a casa da scuola!, sbraita scandalizzata la mia paziente seienne. Perchè, chiedo. Aveva mal di pancia e è tornato a casa che piangeva!, ripete. Non ci vedo niente di che, faccio: tu quando hai mal di pancia cosa fai?.Piango anch’io, risponde ferma. La guardo strana e chiedo perchè è tanto scandalizzata. Lei fa un’aria di sufficienza, scuote la testa e sbotta: si è comportato come una femminuccia! Mi gratto la testa: proprio non capisco il nesso. Lei afferra il mio smarrimento e continua. Lo dice anche papà:

i maschi non piangono!

Nota:L’educazione di genere nei piccoli centri è dura a morire…  😦