lezioni di scrittura /1

Mi chiamano dalla scuola media dell’isola dove abito: hanno bisogno di un esperto. Ah, dico, io di logo faccio il lavoro sporco, quello di riabilitazione, non faccio il teorico, ho una collega bravissima che. Mi bloccano e dicono che non mi chiamano per la logo ma per la scrittura creativa. Hanno bisogno di un esperto di scrittura creativa. Vado a conoscere le "folli" profie che hanno fatto il mio nome. Io dico che, ok, ma collaborazione: io tratto un bimbo per volta e non le moltitudini di. Loro mi guardano sorridenti e fanno che lavorerò con due classi alla volta: circa quaranta undicenni. Ce ne è abbastanza per fuggire via urlando ma accetto.

Oggi primo giorno. Aula magna e trentasei undicenni. Questi mi ammazzano, penso. Le gentili profie vanno via e io mi trovo con l’orda. Sono  le tredici e trentacinque e dovrò stare con l’orda fino alle sedici. Mettiamo tutte le sedie in circolo, cerco di conoscerli ma è impossibile: non mi ricordo i nomi ma solo le caratteristiche e alleluja. Capiscono, poco dopo, che il loro nome non lo ricorderò mai e si autoconnotano con la caratteristica di cui sono rimasta colpita.

Ho preparato un piccolo esercizio di descrizione, come concordato con le profie. Spiego all’orda che darò paletti, strutture, tempi: la scrittura libera è morta. Loro mi guardano straniti. Non ho mai avuto tanto silenzio. Ho spiegato loro due diversi modelli narrativi, uno più semplice e uno più complesso, che il testo doveva venire di trenta righe non uno di più e avevano trentacinque minuti. Ognuno di loro ha scelto il modello e si sono messi a lavoro. Se sono venti righe fa qualcosa, mi fa uno un pò in pensiero. No, faccio, basta che siano pieni di cose. Una bimba mi chiede perchè così poco tempo: per un testo d’italiano hanno due ore. Rispondo che sono solo trenta righe e solo in questo modo ho la possibilità di leggerli tutti. No: si leggono, riprende la bimba spaventata. Non preoccuparti, faccio, l’autore può intervenire o meno. Ah, bene, fa sollevata.

Alla fine dei minuti devo recuperare i fogli. Nel frattempo le profie sono arrivate e hanno trovato l’orda concentrata a lavorare. Inizio con la lettura, innesto una sorta di piccola discussione su ogni trenta righe lette e noto che gli autori non vedono l’ora di farsi scoprire. Dopo la lettura di cinque brani la campanella delle quattro è suonata inesorabile e nessuno di loro è scappato via. Ho invitato la maxi classe a salutarci e la prossima volta ritorneremo sui testi.

Erano dispiaciuti!