quaranta giorni

Mezz’ora fa mi arriva una telefonata. La chiamo da parte di mia sorella, fa la voce telefonica. Capisco chi è la sorella: è la madre del mio paziente malato. Sorrido dalla cornetta e, con il tono di voce più tranquillo che riesco, chiedo cosa ha da dirmi. Mia sorella mi ha detto che domani doveva andare ma purtroppo il figlio -mio paziente- è stato portato in camera sterile e gli hanno fatto una tracheotomia per alimentarlo. Silenzio. Mi siedo. Capisco, faccio con un filo di voce. Vede, riprende la donna dall’altro capo, siamo tutti sconvolti: i dottori ci hanno detto che stanno facendo tutto il possibile ma per dirci che è fuori pericolo dobbiamo aspettare troppo tempo. Quanto, chiedo con un filo di voce.

Quaranta giorni.

nota: sono davvero sconvolta. Non posso fare altro che pregare per lui. Invito chiunque a dedicargli una preghiera, qualunque sia il vostro Dio. grazie.

20 risposte a “quaranta giorni

  1. io un dio non ce l’ho, ma spero e prego che la vita, o madre natura se vogliamo, gli dia la possibilità di vivere. certo però che 40 giorni mi sembrano tanti… spero che sappiano quello che stanno facendo. sii forte anche tu.

    un abbraccio,
    giulia_mb

  2. Se mi permetti ci sono tante mamme che pregherebbero volentieri per il tuo piccolo paziente….Un abbraccio al piccolo uomo e chiunque sia il nostro Dio che guardi un po’ giu’.Ciao Roby.

  3. Un abbraccio.

    Confesso che quando leggo o vedo queste storie più che da pregare D*o mi verrebbe da scatenargli addosso una rissa. Il cancro è una malattia così odiosa e stupida, senza senso…

  4. Non ci conosciamo in fondo.
    non conosco il bambino.
    ma la forza delle tue parole, dei tuoi racconti, riesce a legarci. a capire lo stato d’animo, a stare male.
    pregherò per lui e per la sua famiglia.
    Francesco C.

  5. Ho letto prima il post passato e poi questo.
    Volevo dirti già prima che avevo intenzione di dire una preghiera, ma non sapendo la religione o meno ho pensato fosse meglio non dirlo.

    Adesso giuro che stasera gliene dico finché non mi addormento, perché semplicemente non è possibile che questa cosa finisca male.
    Non può e basta.

  6. Sono atea e quindi non prego. Ma mi piacerebbe inviare a quel ragazzino un biglietto di auguri e incoraggiamento, magari tramite tuo. Se sei daccordo, puoi inviarmi un indirizzo di riferimento alla mia mail selisac[CHIOCCHIOLA]gmail[PUNTO]com

  7. ciao mary.
    La zia del bambino vi ringrazia tutti e ha portato i vostri pensieri alla mamma ma del nipote non mi ha scucito una parola. Mi ha detto solo che è stazionario. Rispetto il suo silenzio e penso che mi capiate in questo. abbracci per tutti, r

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