i potenti

Sto benissimo nella nuova scuola, fa il mio paziente undicenne in odor di dimissioni. Ho un gruppo di amici e sfottiamo a uno che è proprio scemo. A me fa pena, continua umano, ma non posso permettermi di difenderlo. Perchè, chiedo. Devo rispettare le regole del gruppo, fa sicuro. Lo sai che è sbagliato, replico. Anche mamma me lo dice, fa lamentoso. Voi non capite, dice sicuro: se prendo le sue difese divento come lui e io sono stato già sfottuto abbastanza alle elementari. Adesso nessuno può dire una parola sbagliata su di me, nè sfottermi:

faccio parte di quelli potenti.

di lui ne parlo anche qui

pazze di zac efron

Vado a cine a vedere hairspray. Dopo pochi minuti, si siedono accanto a me una decina, non scherzo eh, di bimbe dodicenni. Alcune dietro, altre avanti, accanto a me. Buio in sala; le dodicenni ammutolite. Compare sullo schermo Zac Efron e improvvisamente è il delirio: urletti, battiti di mani. Zac Efron sparisce dalla scena e loro ritornano ammutolite. Zac Efron compare di nuovo e stesso delirio: urletti, battiti di mani. Fine primo tempo. Le bimbe si alzano e parlano di quanto sia bono Zac Efron, ahhhhhhh, Zac, ahhhhh. Buio in sala. Bimbe ammutolite. Zac sullo schermo e delirio del gruppo: urletti, battiti di mani. Cerco di concentrarmi sul bello ma io di bello non ci trovo niente: mi pare cicciobello occhi blu. Le bimbe non sono del mio parere e continuano negli urletti di gioia quando compare Zac. Il film finisce. Le bimbe mi salutano e mi dicono che forse sono  state chiassose ma loro non ne possono fare a meno.

sono pazze di Zac Efron   

nota: il sito delle fan me lo hanno dato le bimbe…

il papa a Napoli.

Mia madre e mia nonna sono andate a Napoli  con la parrocchia e tanto di biglietto per vedere il papa. Giornata infernale: pioggia, freddo, sedie bagnate, gente che si sentiva male per ipotermia. Mia madre e mia nonna si sono svegliate all’alba per andare a Napoli a vedere il papa. Il sommo pontefice, arrivava alle dieci e loro sedute, in una piazza plebiscito gelida e bagnata, dalle  otto e mezzo del mattino. Il papa arriva con l’entourage. Arriva un forte acquazzone. Ombrelli, sedie bagnate, freddo. Mia madre e mia nonna hanno desistito e hanno abbandonato il luogo di preghiera in favore di un caldo bar. Al porto, volevano ritornare a casa, hanno scoperto che i collegamenti per le isole erano stati sospesi e partiva solo qualche nave. Arrivano sull’isola stremate dopo cinque ore di attesa in una sala d’attesa gelida. Le andiamo a prendere  al porto, con mia cugina ottenne, e loro raccontano della disavventura. E niente messa, oggi, nonna, domanda mia cugina. Tu ci vai sempre a messa, incalza la bimba. La nonna scuote la testa e dice che oggi non va:

le hanno dato il paradiso ad honorem.